Devo vivere così a causa di mia moglie.
Ho incontrato recentemente una ragazza che, al primo sguardo, sembrava semplicemente incantevole. Camminavamo spesso insieme tra le strade tortuose di Firenze, uscivamo fuori città in macchina, cercando caffetterie nascoste e cinema opachi dove il tempo sembrava addormentarsi. Eppure, tutto questo non mi bastava. Volevo vedere la mia ragazza sempre, non solo nei brevi istanti degli incontri. Così, senza esitazione, le ho chiesto di sposarmi. Perché aspettare? Ci amiamo, stiamo bene insieme. Viviamo insieme, ci conosciamo sempre di più. Ci siamo sposati.
Ma mia madre non ha apprezzato subito Lucia. Glielha detto anche in faccia, senza mezzi termini. Lucia si è rifiutata di vivere con mia madre. Eppure io volevo che vivessimo tutti sotto lo stesso tetto. Avevamo un appartamento con due stanze a Bologna: una per noi e laltra per mia madre. Ma Lucia non ne ha voluto sapere. Ha insistito per vivere insieme nel suo vecchio alloggio per studenti. Dopo le nozze, ci siamo trasferiti nel dormitorio dove viveva mia moglie, come voleva lei.
Non avrei mai immaginato di abitare in un posto del genere, con i suoi corridoi che sembrano girare su se stessi come il corridoio di un sogno. Non sopportavo affatto i bagni comuni e le toilette: allinizio avevo vergogna persino a lavarmi. E poi gli scarafaggi… si muovono ovunque come pensieri che non riesci a scacciare. Come si fa a vivere tra tutto questo? Lucia non sembrava farci caso. Diceva che nessuno era mai stato mangiato dagli scarafaggi, che ero troppo drammatico. È impossibile liberarli, cè sporcizia ovunque. Nella stanza accanto abitano un uomo e una donna che litigano in continuazione: le loro voci si mescolano come pioggia contro le persiane.
Dallaltro lato cè una famiglia con una bambina che piange e urla sempre, la cui voce si sparge come nebbia tra le pareti. Non fa dormire né i suoi genitori, né noi. Di recente ho avuto uno scontro con un vicino: ha bevuto troppo una notte e ha iniziato a fare a botte. Ho cercato di calmarlo, ma da allora lui ha tentato di farmi del male in ogni modo e di trascinarmi in nuovi conflitti. Non voglio stare lì, mi fa paura. Ho proposto a Lucia di affittare un appartamento in periferia.
Ma lei non è daccordo. Dice che è abituata a vivere così e che ne è felice. Se solo potessimo trasferirci nel nostro appartamento, sarebbe perfetto. Ma laffitto a Milano è caro, sembra che dovrei spendere tutto il mio stipendio in euro solo per pagarlo. Mia madre mi ha suggerito di tornare a vivere con lei, promettendo di non intromettersi nella nostra coppia. Ma Lucia non vuole neanche sentire la parola trasloco.
Ultimamente ha cominciato a parlare di bambini. Crede che un figlio possa rafforzare la nostra famiglia come lintonaco rafforza le vecchie mura. Io in fondo sono daccordo, sogno anchio di essere padre. Ma quando penso alle condizioni in cui vivrebbe mio figlio, tutto lentusiasmo svanisce. Le liti perpetue tra vicini, le urla che si arrampicano sulle pareti A volte penso al divorzio. Non perché non ami mia moglie, ma per via della precarietà in cui siamo costretti a esistere.
Vorrei che il mio futuro bambino crescesse in serenità, tra profumo di pane fresco e domeniche di sole. Non so quanto ancora potrò sopportare. I nervi sono già a fior di pelle. E Lucia non vuole trovare nemmeno un compromesso.




